Hito Steyerl è una regista, artista visiva, scrittrice e innovatrice del documentario saggistico che vive e lavora a Berlino. È professoressa in studi cinematografici e video sperimentali all’UdK – University of the Arts di Berlino, dove ha fondato il Research Center for Proxy Politics insieme a Vera Tollmann e Boaz Levin. I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive in istituzioni come la 58. Biennale di Venezia; K21, Dusseldorf; Serpentine Galleries, Londra; Kunstmuseum, Basilea; Castello di Rivoli, Torino; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Artists space, New York; Museum of Contemporary Art, Chicago; Whitney Museum of American Art, New York; Padiglione tedesco alla 56. Biennale di Venezia; e documenta 12, Kassel, tra le altre. Una selezione dei suoi saggi è contenuta in libri come Duty Free Art: Art in the Age of Planetary Civil Wars, Londra/New York: Verso, 2017; The Wretched of the Screen, Berlino: Sternberg Press, 2012; e The Color of Truth, Vienna: Turia Kant, 2008.

Barbara Casavecchia è una scrittrice, curatrice indipendente ed educatrice che vive tra Venezia e Milano, dove dal 2011 insegna nel Dipartimento di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali dell’Accademia di Brera. È contributing editor di Frieze, e i suoi articoli e saggi sono stati pubblicati su riviste come art-agenda, ArtReview, D/La Repubblica, Flash Art, Mousse, Nero, South e Spike, tra molte altre, nonché in libri d’artista e cataloghi. Dal 2021 al 2023, Barbara guiderà il ciclo The Current III promosso da TBA21–Academy presso Ocean Space, Venezia. Con il titolo provvisorio “Mediterraneans: ‘Thus waves come in pairs’ (after Etel Adnan),” è un esercizio transdisciplinare e transregionale di percezione e apprendimento, che sostiene progetti situati, pedagogie collettive e voci lungo le rive del Mediterraneo tra arte, cultura, scienza, conservazione e attivismo. Nel 2018 ha curato la mostra personale “Susan Hiller, Social Facts” alle OGR di Torino.

1 Si veda Anna L. Tsing, Andrew S. Mathews, e Nils Bubandt, Patchy Anthropocene: Landscape Structure, Multispecies History, and the Retooling of Anthropology, «Current Anthropology,» Volume 60, Numero S20 (2019), disponibile online.

2 “…Mi ritrovo circondata da chiazze, cioè da un mosaico di assemblaggi indeterminati di modi di vivere intrecciati tra loro, dove ciascuno si apre ulteriormente a un mosaico di ritmi temporali e archi spaziali” in Anna L. Tsing, The Mushroom at the End of the World: On the Possibility of Life in Capitalist Ruins, Princeton University Press, Princeton (NJ) 2015, p. 4 (TdR).

3 Si veda Biyun Yang e Yong Xu, Applications of deep-learning approaches in horticultural research: a review, «Horticulture Research,» Volume 8, Numero 123 (2021), disponibile online.

4 Carlo Rovelli, L’ordine del tempo, Adelphi Edizioni, Milano 2017, pp. 43-44.

5 Michael Marder, Green Mass: The Ecological Theology of St. Hildegard of Bingen, Stanford University Press, Stanford (CA) 2021, pp. 12-17 (TdR).

6 Ibidem.

7 Ibidem.

8 Si veda Hito Steyerl, Duty Free Art: Art in the Age of Planetary Civil War, Verso, Londra/New York 2019.

9 Basta citare i titoli dei cinque capitoli del suo lavoro HOW NOT TO BE SEEN. A Fucking Didactic Educational .Mov File, 2013: “How to Make Something Invisible for a Camera,” “How to be Invisible in Plain Sight,” “How to Become Invisible by Becoming a Picture,” “How to be Invisible by Disappearing,” e “How to Become Invisible by Merging into a World Made of Pictures.”

10 Si veda Hito Steyerl, “Bubble Vision,” Serpentine Marathon: GUEST, GHOST, HOST: MACHINE!, YouTube, 07/10/2017, https://www.youtube.com/watch?v=boMbdtu2rLE

11 Si veda James Bridle, Nuova era oscura, trad. di Fabio Viola, NERO, Roma 2019.